Dai sensi al passaparola!

Perchè si parla in questi ultimi tempi di polisensorialità  nel campo dell’ospitalità ? Nel terzo millennio il consumatore, nello specifico il turista, desidera sempre più qualcosa che faccia suonare l’intera tastiera dei cinque sensi e per questo motivo sceglie locali e ambienti che non siano asettici, ma che trasmettano profumi, aromi, suoniâ.

Questo accade anche nella vita di tutti i giorni: quante volte ci capita di accendere un diffusore per profumi in bagno o una candela al centro della tavola in salotto o sopra il camino? Quante volte aggiungiamo anche un sottofondo musicale che si adatta alla situazione che vogliamo vivere? Tutti perciò capiscono che l’associazione con un profumo gradevole o con un brano musicale, può essere un tema che rimanda piacere del vivere e del godersi le vacanze, e aumenta negli ospiti impressioni gradevoli, il ricordo e la fedeltà .

Partendo dal fatto che il marketing è una disciplina in continua evoluzione che si adatta alle nuove tendenze, le interpreta e la sa sfruttare, di conseguenza il marketing stesso si sta orientando e tende a privilegiare una concezione esperienziale, tesa cioè a far sperimentare al consumatore delle sensazioni fisiche ed emotive durante l’esperienza con il prodotto.

 

La forte esperienza crea inoltre lo stimolo che porta ad avviare il passaparola con amici e conoscenti.

Quali sono gli elementi che innescano questa esperienza sensoriale? Gentilezza, illuminazione, colori, musica in sottofondo, impressioni tattili, fin dalle maniglie, tessuti, angolo assaggio, permettono di armonizzare una proposta ospitale, di esprimere la personalità  dell’offerta, di confermare la scelta di uno stile di vacanza e diventano le nuove leve del marketing passaparola degli operatori turistici ricettivi.

Secondo alcuni studiosi esiste una vera e propria gerarchia dei sensi: vista e udito sono i più importanti e significativi, e l’olfatto è il più misterioso tra i sensi, anche perchè motivi storici e sociali hanno finito con il nascondere gli odori, ed elevare così la soglia minima della percezione. Per quello che riguarda l’udito non c’è bisogno di essere degli esperti per accorgersi se chi risponde al telefono ha, oppure no, un atteggiamento accogliente. La sensazione che scaturisce dalla percezione si traduce immediatamente in un giudizio. Così come i profumi anche la musica influenza l’umore, può far sentire le persone ispirate, felici, rilassate, confortate.

Gli obiettivi del marketing sensoriale possono essere molti, e in gran parte riconducibili al passaparola:

  • Sorprendere e attirare l’attenzione (con forme, suoni e colori, integrati anche con profumi che tendono così a ricreare contesti ambientali, e a suggerire o modificare itinerariâ.)
  • Migliorare l’efficacia del prodotto stesso (la hall, la camera, il corridoio, la piscinaâ.) rendendolo ad esempio più gradevole
  • Stimolare le scelte
  • Rafforzare il ricordo e stimolare il ritorno
  • Creare un clima di accoglienza
  • Sottolineare l’esperienza che si sta vivendo
  • Aggiungere identità  ai luoghi ed ai contesti
  • ospitali Innovare le tecniche di marketing diretto (c’è chi utilizza il marketing olfattivo nella corrispondenza)

Si può infine pensare anche ad obiettivi più complessi come quelli legati all’immagine istituzionale. Si può infatti parlare di logo olfattivo o di identità  olfattiva di una Marca. Tutto questo cosa innesca? Curiosità  e perciò passaparola. Quali sono le azioni che si possono impostare? Innanzitutto è fondamentale che presso l’albergo o la struttura ricettiva sia garantito un adeguato livello di pulizia e di ricambio dell’aria; si può poi pensare di utilizzare diffusori di aromi (olii profumati), o bugie che diffondono la fragranza scelta negli ambienti individuati. In camera si può aggiungere alla linea cortesia tradizionale anche un olio profumato per l’aromaterapia. Vicino al front desk si può poi prevedere un cestino di biscotti caldi da offrire ai clienti.

Ma, oltre che nei luoghi di accoglienza, una attenzione alla sensorialità  si può mostrare un mille modi: al telefono (il tono è spesso più eloquente del testo), negli stand in fiera (considerandoli isole olfattive), in occasione di manifestazioni ed eventi, allo scopo di creare un clima accogliente, empatico e favorevole; ma anche nei punti vendita (in accordo con le agenzie di viaggio), e negli angoli informazione.

Le passeggiate aromatiche non sono solo una realtà  nei giardino di piante officinali o nei parchi di alcune località  termali, ma anche nei grandi magazzini, e potrebbero diventarlo negli alberghi. In questo campo è necessaria molta attenzione e non ci si può improvvisare esperti, perchè esistono problemi di soglia dei profumi oltre i quali non si può andare: se troppo presenti i profumi, esattamente come i suoni o i colori, diventano insopportabili.
Esistono per questo tecnologie in grado di realizzare un effetto camino, un sistema cioè di evaporazione puntuale dimensionabile e programmabile.

Alcuni casi dimostrano che si può avere molto successo se si sceglie di personalizzare il proprio albergo con un profumo unico che si ripropone nelle camere, nei corridoi, nella piscina, nelle candele, nel latte detergente e nelle saponette. I clienti l’adorano al punto tale che le saponette, le bugieâ. tendono a sparire! Chi una volta tornato a casa non parlerebbe di un’esperienza così? E se un giorno ci arrivasse a casa un bel calendario profumato, fatto stampare da un operatore, con l’invito a esporlo in ufficio, cosa accadrebbe

FONTE: articoli di Area Benessere, 26 Ottobre 2005

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