Crescono i ricavi con il benessere

Il sistema termale italiano si configura come una vera e propria industria, con strutture ad hoc ed una tradizione di servizi consolidata.

Quanto sviluppa in termini economici il turismo termale in Italia?

Nel 2005, al netto degli eventuali ricavi derivanti dall’attività alberghiera, il fatturato totale del settore ha sfiorato i 710 milioni di euro (pari in media a quasi 1,9 milioni di euro per stabilimento). Rispetto all’anno precedente, esso è pertanto aumentato di 2,5 punti percentuali in termini nominali, a fronte del 7,1% verificatosi nel 2004. L’indotto è quantificabile intorno ai 4 miliardi di euro.

Quante sono in totale le strutture termali presenti sul territorio? Sono aumentate negli ultimi anni? Quanti addetti occupano?

Si contano 380 stabilimenti termali ripartiti fra 170 comuni. Questo grazie alla particolare conformazione geologica dell’Italia, così ricca di fenomeni vulcanici, che ne fa probabilmente il paese europeo che vanta il maggior numero di impianti termali. Nel 2005 le 380 strutture termali distribuite nelle 170 località termali hanno impiegato complessivamente 16.052 addetti (corrispondenti a poco meno del 10% di quelli rilevati per il comparto degli esercizi alberghieri). Rispetto all’anno precedente, l’andamento della base occupazionale ha mostrato una significativa decelerazione. La tendenza di fondo del settore è quella di un graduale ridimensionamento delle forze di lavoro a tempo indeterminato, a vantaggio di quelle a tempo determinato. Spinge verso questa direzione non solo la forte concentrazione dell’utenza nel periodo primaverile – estivo, ma anche la crescente importanza delle aziende minori, che molto difficilmente possono sostenere i maggiori oneri connessi con le assunzioni di lavoratori a tempo indeterminato.

Il turismo termale in Italia registra una crescita?

Dopo aver registrato nel periodo 1995-2000 tassi di crescita abbastanza soddisfacenti, che sembravano segnare l’avvio di una fase moderatamente espansiva, negli ultimi anni i flussi turistici verso gli esercizi ricettivi delle località termali hanno evidenziato un brusco rallentamento, riflessosi in parte sulle performance economiche del settore. Nel 2005, in base alle rilevazioni Istat, gli arrivi di turisti italiani e stranieri presso le località termali ammontano a poco più di 3,1 milioni, mentre le giornate di presenza risultano pari a 13,6 milioni. Rispetto all’anno precedente, i primi sono aumentati del 3,6% (a fronte di un + 5,1% per il complesso delle località  turistiche) e le seconde dell’1,0% (+2,4%). Negli ultimi tre anni la permanenza media dei clienti delle strutture ricettive delle località termali è scesa da 4,7 a 4,3 giorni. Solo nelle località del Mezzogiorno si è registrato un leggero aumento delle giornate medie di presenza. La stagione primaverile continua ad essere il periodo dell’anno in cui si registra la maggiore affluenza di turisti italiani e stranieri presso gli esercizi alberghieri (il 34,8% del totale nel 2005), seguita a breve distanza dalla stagione estiva (31,7%). Nel trimestre dicembre-febbraio, cioè nel periodo di chiusura molte strutture, gli arrivi segnano un drastico ridimensionamento.

Crede che il connubio terme e benessere abbia contribuito al rilancio del turismo termale?

Dal punto di vista economico il peso relativo della crescita del benessere è ormai un dato consolidato. Infatti la crescita del fatturato totale del settore è essenzialmente riconducibile al sostenuto andamento dei ricavi derivanti dalle prestazioni per il benessere, accresciutisi del 7,6% a prezzi correnti, essendo passati da 119,3 a 128,4 milioni di euro. La quota di fatturato ascrivibile alle prestazioni per il benessere si è perciò ampliata in misura significativa, scavalcando la soglia del 18% (16,2% nel 2003). Se queste tendenze saranno confermate, è verosimile ritenere che entro il 2008 tale percentuale salga ulteriormente, approssimandosi al 20%.

Sono più italiani o stranieri coloro che frequentano le stazioni termali in Italia?

Se si escludono alcune aree specifiche, non sono molto numerosi gli stranieri, che, per motivi di salute o più semplicemente per rilassarsi, frequentano le strutture termali del nostro paese.

Non di rado, infatti, i turisti stranieri soggiornano nelle località termali italiane non per recarsi presso gli stabilimenti termali.

Viceversa, questa circostanza è solo in parte attenuata dal fatto che un certo numero di turisti soggiornano in località marine, montane e in città d’arte anche per usufruire dei trattamenti erogati dagli impianti termali ivi presenti.

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