Turisti, escursionisti, residenti sui laghi di Levico e Caldonazzo

Recentemente si è tenuto a Levico un convegno dal titolo: ” Turisti, escursionisti, residenti sui laghi di Levico e Caldonazzo “. Presente il dott. Gianfranco Betta, presidente dell’Osservatorio Provinciale sul Turismo, che, dati alla mano, ha descritto qual’è il peso dei due laghi per il turismo in Valsugana, le aspettative e i livelli di soddisfazione di tutti gli attori coinvolti e i possibili scenari futuri.

L’offerta turistica italiana è costituita, in ordine d’importanza, dal turismo balneare, dalle città d’arte, dalla montagna e dai laghi.
Quest’ultimo ha delle caratteristiche che lo denotano significativamente. Infatti, per molti stranieri, soprattutto tedeschi, olandesi e francesi, rappresenta la località preferita dove trascorrere la propria vacanza principale e da soli ricoprono il 70% degli arrivi e delle presenze di questa fetta del settore, che in Italia pesa per il 6% degli arrivi, il 7% per le presenze e coinvolge il 4% delle strutture ricettive italiane.
Com’è prevedibile il lago di Garda da solo assorbe il 75% di tutti gli arrivi e le presenze a livello nazionale (la sponda trentina il 12%), e i laghi di Levico e Caldonazzo il 2%.

Questo 2% a livello nazionale per la Valsugana rappresenta un’importante risorsa. Dal punto di vista del turismo la valle è caratterizzata da una singola offerta stagionale, legata all’estate. Durante il periodo invernale i flussi turistici sono molto contenuti, mentre nel periodo estivo, grazie alla presenza dei due laghi, è uno dei pochi ambiti in regione che presenta un’elevata quota di stranieri, che coprono circa la metà degli arrivi e delle presenze.
Per quanto riguarda la componente straniera, l’Olanda è il principale mercato. Tra le regioni italiane, invece, sono le regioni di prossimità a garantire il maggior numero di arrivi e presenze, con il Veneto in testa.
Dai dati raccolti dall’Apt si ricava che il turista che frequenta i laghi della Valsugana è interessato soprattutto ad una dimensione di vacanza riposante, garantita dalla tranquillità in riva al lago e dalle cure termali. Riveste meno importanza la cosiddetta vacanza attiva, anche se, grazie alla pista ciclabile è in leggero aumento e, quando verranno ultimati i collegamenti con gli altri itinerari regionali, potrebbe diventare un elemento caratterizzante e di richiamo della zona.
Il target principale è costituito dalle famiglie con figli, che rappresentano il 40% del totale (molto di più rispetto al Lago di Garda). La loro vacanza si caratterizza per la lunga durata, per la fedeltà  riscontrata, per la preferenza data ai campeggi rispetto agli hotel e per trascorrere gran parte della giornata in riva al lago.
Anche il target senior presenta degli aspetti interessanti, anche se rappresenta solo il 10% sul totale. Al crescere dell’età aumenta la permanenza media e la scelta di chi considera la vacanza sui laghi la propria vacanza principale. Si ha un picco di fedeltà tra le persone tra i 55 e 65 anni, per poi decrescere per l’incidenza del turismo organizzato.
Le aspettative di questi gruppi non sono sempre soddisfatte, ma nel complesso la vacanza trova buoni riscontri (di poco sopra la media provinciale): incontrano dei livelli di soddisfazione elevata per quanto riguarda il contesto ambientale e paesaggistico, per la pulizia e l’accessibilità alle spiagge, la qualità e la balneabilità dell’acqua e, per gli stranieri, la possibilità di praticare sport.
Minore soddisfazione si riscontra per l’offerta legata al divertimento e all’animazione e qualche criticità sul traffico, la mobilità e l’affollamento in spiaggia.
I trentini e gli escursionisti, ovvero chi frequenta il lago per una sola giornata, sono più critici rispetto ai turisti su questi ultimi punti, non rendendosi conto che sono proprio loro a creare queste esternalità negative riempiendo i parcheggi e le strade.
Anche i residenti si allineano al turista italiano nel criticare questi aspetti, senza però manifestare alcuna critica verso i turisti.

A conclusione si è voluto evidenziare come in Valsugana vi siano tanti target con diverse motivazione di vacanza e non sono soltanto le terme e i laghi il principale fattore di attrazione. Il lago assumeva un’importanza minore nella destinazione quando questa dava centralità alle terme e il lago poteva essere visto soltanto come un arricchimento del paesaggio. Oggi è un fattore d’attrattiva e rafforza la dimensione di riposo dell’intero territorio. Purtroppo terme e laghi sono ancora staccati, e viaggiano su due binari paralleli e si riferiscono a due target separati.
Gli stranieri, le famiglie e i senior hanno dimostrato essere un target abbastanza fidelizzato e garantire la soddisfazione delle loro aspettative garantirà nei prossimi anni un buon numero di occupazione.
La vacanza attiva è invece il nuovo scenario sul quale investire, piace agli escursionisti e trova molta soddisfazione soprattutto tra gli stranieri. Migliorando il prodotto vacanza attiva si potrà  allungare anche la stagione estiva.

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