Alcuni consigli per i ristoranti italiani dopo le vacanze all’estero

  1. Ok, anche voi date il contorno triste con tre foglie di insalata, che magari costa quattro euro? Siete patetici. Se all’estero mi fanno un piatto unico, con cui ci si può saziare a dieci euro, potete farlo anche voi. E il coperto è ridicolo, è davvero ora di eliminarlo.
  2. Piantatela con questi siti che vorrebbero essere di impatto ed emozionali in Flash, servono solo per accontentare il vostro ego e quello dell’artista frustrato che vive nel Flash designer. Il 90% dei clienti vi visita di fretta, molti dal cellulare, e semplicemente cerca il vostro numero di telefono, il giorno di chiusura e l’indirizzo. L’unica emozione che potete trasmettere è attraverso i vostri piatti e la vostra cucina: della vostra wow-animazione-wow di primi piatti che sfuma sui secondi non ce ne frega nulla. Piuttosto, fattelo in WordPress, almeno sarà indicizzato, sarà  leggero da navigare e già ottimizzato per i cellulari (magari arriveremo al vostro sito cercando un piatto o una ricetta). E fate commentare il sito ai clienti, scoprirete che potete migliorare il servizio (ma al 90% degli esercizi italiani questo non serve, pensa di essere comunque il massimo in zona, senza discussione).
  3. E mettete le indicazioni per raggiungervi, santo cielo! È l’unica cosa (oltre al punto 4) di cui ci frega qualcosa: un link a Google Maps, preferibilmente. Evitate di fare voi mappe con Photoshop, il vostro artisticume nel fare cartine geografiche è controproducente.
  4. Linkate dal vostro sito al vostro profilo (se non ce l’avete, fatelo o controllatelo) sui vari network di recensioni e incentivate a scriverne di nuove. Parlo di 2spaghi e altri sul genere, che fareste bene a conoscere quanto prima. È l’unico modo con cui si sceglie un ristorante nel 2010, oltre a chiederlo ai propri amici, e non certo leggendo il vostro autoincensamento su quanto siete bravi a cucinare.
  5. Regalate un po’ di social gift ai vostri clienti, risparmiando invece i soldi per un esperto di social media: un caffè a chi vi twitta, un dolce a chi è vostro fan su Facebook, remunerate il vostro sindaco su Foursquare con un piatto gratis. Se non avete capito di cosa sto parlando, fate copia-incolla del punto 5 in un cartello e mettetelo alla cassa: capiranno loro.
  6. Il Wi-Fi: o lo mettete gratis o risparmiatevi lo sbattimento di far sapere che c’è, con quel altisonante Wi-Fi Zone. Le aziende che vogliono fornirvi chiavi in mano servizi Wi-Fi da far pagare ai clienti, alla fine sono le uniche a guadagnarci. Voi non venderete nemmeno un minuto di connessione e i clienti si incazzeranno con voi dopo aver sperato che fosse gratis.
  7. Se poi pensate che il Wi-Fi gratis non farebbe sloggiare rapidamente i clienti, che il baratto tweet con il caffè non è conveniente, che quelli che scrivono male di voi nei social network sono i vostri concorrenti, be’ forse è meglio che vendiate la baracca finché siete in tempo.

Fonte: Minimarketing.it, 24 Settembre 2010

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Recent Posts