Italiani divisi da un confine hi-tech

Una linea che spacca il paese a metà. Un confine invisibile tra l’Italia digitale e l’Italia dell’analfabetismo tecnologico: da una parte le famiglie e le persone che padroneggiano computer, Internet e banda larga; dall’altra i pensionati, le casalinghe e chi non conosce l’inglese, sempre più esclusi dall’universo della tecnologia quotidiana. Una spaccatura che, dati alla mano, difficilmente verrà ricomposta nei prossimi anni. “La percentuale delle famiglie con almeno un personal computer in casa cresce lentamente – spiega il “Rapporto e-Family 2007” di Confindustria-Anie – e non riesce a superare ancora la soglia del 60%“.
All’interno di questo perimetro (che misura per l’esattezza il 56,5% delle famiglie nel 2006, contro il 52% del 2004) si registrano, però, tendenze rilevanti: con tassi vicini al raddoppio, è cresciuta la diffusione di collegamenti in banda larga a tariffa fissa (la cosiddetta flat), passati da 1,5 a 3,7 milioni; cellulari di terza generazione (Umts, in grado di fare videotelefonate, scaricare video e di connettersi a Internet), cresciuti di 5 milioni in un anno; stampanti multifunzionali; lettori Mp3 (diffusione passata, in soli due anni, dal 4 al 24% delle famiglie); televisori al plasma o a cristalli liquidi. Senza accelerazioni, invece, la diffusione di fotocamere digitali e dvd-video, mentre frena quella dei decoder per la tv satellitare o digitale terrestre, della prima consolle videogiochi.
Ma tutto questo, appunto, succede all’interno di quel 56,5% di famiglie digitali, per le quali, nel 2006, è aumentata significativamente anche la diffusione di secondi e terzi personal computer.

Per “l’altra Italia” c’è, invece, una vita a bassissima intensità tecnologica, destinata a rimanere tale anche nei prossimi anni, visto che è in frenata la diffusione del primo pc domestico e del primo collegamento a Internet: “Il digital divide nella popolazione italiana non presenta caratteri geografici – spiega il rapporto di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici/Anie. Il Mezzogiorno risulta quasi allineato al Centro-nord e i piccoli centri inseguono le città. Ma la penetrazione delle tecnologie digitali stenta a salire in quella larga fetta di nuclei familiari composti di persone anziane, casalinghe e pensionati, presso le quali non supera il 10-15%, anche se l’informatizzazione della componente femminile della popolazione è in fase di recupero“. Senza contare l’handicap della scarsa conoscenza dell’inglese, che incide sull’uso delle tecnologie digitali: il 66% degli italiani (laureati, imprenditori e liberi professionisti inclusi) dichiara di non avere alcuna conoscenza della lingua inglese.

L’utilizzo di Internet
Tornando alla “mezza Italia” digitale, va registrato un numero a suo modo storico: nel 2006, per la prima volta, il numero di famiglie nelle quali vi sia almeno un utilizzatore di Internet ha superato la soglia del 50% (11,6 milioni), mentre le persone che usano abitualmente il web ha raggiunto quota 17,7 milioni. Posta elettronica e download di musica e video le ragioni principali per l’utilizzo della rete, ma si fa largo anche una tendenza più recente, l’auto-produzione di contenuti, con gli utenti che non sono più dei semplici destinatari di Internet. Una “componente partecipativa”, trainata dai siti di condivisione dei contenuti (YouTube, Wikipedia…) e immortalata dalla copertina del Time, che, per il 2006, come “persona dell’anno”, non ha scelto alcun soggetto in particolare, ma l’utente Internet nella sua generalità.

Il regno dei telefonini
Tra le tecnologie, solo la telefonia mobile è riuscita finora a coinvolgere quasi per intero il mercato “domestico”: un fenomeno che ci pone ai vertici nelle graduatorie internazionali. Nel 90% delle famiglie c’è almeno un utilizzatore di telefonino e nel 69% più di uno. La spesa annuale della famiglia italiana per servizi di telefonia è in media di quasi 1.000 euro (60% per il mobile). E “a fronte di un reddito medio che tende a non crescere – spiega il rapporto – le famiglie cercano di razionalizzare anche la spesa in telecomunicazioni. La strada maestra è stata spesso quella di abbandonare la linea fissa di casa e tenere solo i cellulari“. Così, i nuclei familiari mobile only sono arrivati a 4 milioni.

L’anno della banda larga a tariffa fissa
Il 2006 passerà alla storia anche come un anno decisivo nella dotazione internet delle famiglie: i collegamenti a banda larga sono diventati il 60% dei collegamenti complessivi Internet da casa (50% nel 2005). In termini generali il 15% delle famiglie italiane è dotato ormai di un collegamento in banda larga flat.

La frenata della tv digitale e satellitare
“Nel 2006 – sottolinea il rapporto – si è assistito ad un affievolimento della diffusione del decoder per la tv digitale terrestre. Inoltre, tra le famiglie che dispongono del decoder, il 24% non ne fa uso“. Analoga tendenza per la tv satellitare: un terzo delle abitazioni italiane dispone della possibilità di ricevere programmi satellitari, ma solo il 18% delle famiglie italiane usa la televisione a pagamento via satellite.

La piattaforma unica
Altro fenomeno emergente è quello della piattaforma unica. Le possibilità offerte dai processi di convergenza, sia tecnica che di servizi, “stanno spingendo le famiglie ad un interesse crescente verso un’offerta integrata, da parte di un unico fornitore, che sia responsabile di tutti i servizi di comunicazione: telefonia fissa e mobile, Internet a banda larga, televisione digitale a pagamento”.

La politica
“Le famiglie italiane – sottolinea Alberto Tripi, presidente di Confindustria Servizi Innovativi – si dimostrano più avanzate delle istituzioni, vista la scarsa liberalizzazione del settore dei servizi e l’insufficienza dell’azione politica nel sostenere la domanda d’innovazione“. Tesi ribadita da Guidalberto Guidi, presidente dell’Anie, che auspica la “piena integrazione delle diverse piattaforme digitali”.

Fonte: La Repubblica, 9 marzo 2007

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