Censis: 20% degli italiani non usa la tecnologia.

Per i cittadini italiani, tecnologia è sinonimo di Tv e telefonino. E’ quanto emerge dal quarto Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione in Italia, il volume in uscita proprio in questi giorni.
Un quadro generale sulla situazione italiana da cui prendono forma cinque grandi gruppi, differenziati dal modo di porsi di fronte alla tecnologia.
Ecco quindi emergere cinque identikit dell’utenza made in Italy: l’alieno, l’attardato, il tiepido, lo sperimentatore ed il consumatore.

Gli “alieni“, il 20% dei cittadini, sono coloro che non riescono a fruire delle ultime tecnologie e spesso si tratta di donne anziane con un basso titolo di studio. Un gradino più in alto sono gli “attardati”, il 24% del campione, per i quali la tecnologia si riduce al semplice uso di telefonino e Tv.
Anche in questo caso il profilo corrisponde a quello di donne con licenza elementare o scuola media, ma di età  non superiore ai 50 anni.
Se per le prime due categorie vige una sorta di avversione per il computer e le sue applicazioni, altrettanto non si può invece dire per i “tiepidi“, pari al 25% del totale. Qui la percentuale si divide equamente tra maschi e femmine e, se il computer riveste un ruolo marginale nella loro vita, il cellulare si dimostra invece un accessorio quasi irrinunciabile.

Alla categoria dei “tiepidi” spesso appartengono genitori che utilizzano il telefonino per rimanere in contatto con i propri figli. Per quel che riguarda gli “sperimentatori“, il 17% degli intervistati, si tratta di coloro che utilizzano frequentemente le nuove tecnologie. Ad un uso intenso di Internet e cellulari non corrisponde però una conoscenza approfondita delle potenzialità  delle applicazioni e si tratta di giovani, maschi, con un buon titolo di studio.
Solo il 14% dei cittadini italiani è invece identificabile come “consumatore” di nuove tecnologie, alle quali ricorre sia per il lavoro che per il tempo libero.
A raccogliere gli italiani in un unico grande macro-gruppo è però la televisione che, insieme al telefonino, si dimostra una presenza costante nelle case del bel-paese. Notevole poi il boom dei cellulari, i cittadini che ne fanno quotidianamente uso sono infatti passati in due anni dal 47,6% al 70,9%.I “picchi telefonici” sono poi riscontrabili nelle fasce che vanno dai 14 e i 17 anni e dai 18 ai 29 anni, rispettivamente con un impiego nel 94 e nel 96,2 percento dei casi. Sbirciando tra i risultati degli altri media, sembra resistere bene la radio (62%), seguita dai quotidiani (47,5% anche occasionali), libri (il 43,6% ne ha letto almeno uno nel 2004), settimanali (42,2), Internet (il 27,8% si collega ad Internet almeno una volta a settimana) e satellite (25,5%).
Questi sono solo alcune anticipazioni del quarto Rapporto Censis/Ucsi che presenta, nel terzo capitolo, i risultati di una ricerca svolta per conto del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti sulla delicata questione dell’autonomia/libertà  effettivamente goduta dai giornalisti italiani.
Ulteriori dati sul Quarto Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione in Italia sono disponibili al sito Internet www.censis.it.

Fonte: 27 Giugno 2005, webmasterorg.it
 
 

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