Il cappuccino bar? Meglio se è decorato

La “cappuccino-art”, l’arte di servire un cappuccino con un’immagine artistica disegnata nella schiuma, non è certo una cosa nuova per i baristi italiani, che di queste cose sono esperti. Ci sono anche delle vere e proprie gare nazionali e internazionali.
Ma spesso al bar si limitano a tratteggiare magari un fiore o un cuore nel velo di cacao, con il quale ricoprono la bevanda caffeinata.

Fantasie – Ora però, con la diffusione mondiale del gusto (e del nome) italiano del “cappuccino”, arriva da vari paesi un’iniezione di creatività, ammiratissima, tanto da finire in qualche caso sui giornali. Il New York Post ha segnalato con ammirazione un barista cinese, soprannominato “il Leonardo Da Vinci dell’espresso”.
Si tratta di Sammy Lin, che lavora in un ristorante italiano di Manhattan. Cresciuto a Fuzhou, nel sud della Cina, come insegnante di musica, Lin si è reinventato appena giunto a New York, mettendosi subito dietro ad una macchina da espresso nel noto e apprezzato ristorante italiano, La Bottega del Vino (sulla 59esima strada), dove ha scatenato la sua vena artistica, conquistando anche i critici più severi con la creazione di figure straordinarie sul “volto” del cappuccino.
Monnalisa – Lin disegna leoni, scimmiette, lune, soli, simboli cinesi, fantasmini, arcobaleni, draghi, orsetti, di tutto insomma, producendo un numero record pari a 700 espressi e cappuccini al giorno.

La presentazione dei suoi capolavori, sul Daily Mail inglese, ha suscitato grande ammirazione, ma Lin è modesto e dice: “Mi ha insegnato tutto Lorenzo, il barista che c’era prima di meAll’inizio ho ricevuto parecchie lamentele, ma poi ho imparato tutte le sottigliezze di questo mestiere: la schiuma, la grana del caffè, il vapore.”. Ma come fa Sammy a decidere cosa disegnare? “Dipende soprattutto da quanto tempo ho. Un fiore o una foglia prendono 5 secondi, ma se devo fare la faccia di una scimmia ci vogliono almeno 20 secondi. Dipende anche da che cosa mi chiede il cliente. Se vuole un cappuccino, disegno nella schiuma di latte, spesso con il cacao; mentre se mi chiedono un latte, disegno invece nella schiuma scura“.

Al New York Post, Lin ha poi raccontato qual è stato, finora, il disegno più particolare che gli è capitato di fare: “Un giorno mi hanno chiesto se potevo far sorridere la Mona Lisa. Nemmeno Leonardo c’è riuscito, ma io nel mio cappuccino ce l’ho fatta!”.

Fonte: La Repubblica, 24 Agosto 2007
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