Capodanno in baita: 10 occasioni

Piccoli paradisi a portata di mano, dove vivere grandi piaceri in esperienze lampo. Ecco la tendenza per il Capodanno 2009. In chalet fuori pista da raggiungere con il gatto delle nevi, con gli sci o le racchette. Al punto che turisti e locali prenotano con mesi e mesi d’anticipo cena e party del 31 dicembre. Grazie a questo trend, molti alberghi alpini hanno aperto la loro baita in quota, dove imbandiscono un cenone per pochi e nel segno della tradizione.
Ecco dieci baite dove è ancora possibile trovare posto, dal Trentino alla Valle d’Aosta fino all’Austria. Da prenotare subito. O da tenere in agenda per l’anno prossimo.

Valle d’Aosta: a Champoluc di fronte al Monte Rosa – L’alba colora il massiccio del Monte Rosa di una luce quasi surreale. Sarà un’emozione vederla dal Rifugio Belvedere, sopra Champoluc, in Valle d’Aosta, dove si dorme e si cena ammirando il tramonto a 2400 metri. Vi si arriva dal paese, a quota 1570, e da lì con la telecabina fino al Crest, dove la jeep o la motoslitta portano al Belvedere. L’ambiente è molto spartano, ma il 31 dicembre un look da gran gala e uno speciale menu, che prevede, tra le portate, carpaccio di cervo ai sapori di bosco accompagnato da pan brioche fatto in casa, gnocchi freschi di patate con castagne, burro d’alpeggio e timo di montagna, tacchinella farcita con gratin di cardi e patate. Le friandises che preludono alla cena sono abbondanti e sfiziosissime: choux ripieni con tomino fresco ed erba cipollina, polentine fritte con salumi, sfogliatelle calde ripiene di lardo, fontina e noci. Non manca, prima del brindisi (rigorosamente a base di champagne) di fronte al Monte Rosa, il dolce: uno squisito tortino di mele e ricotta con coulisse di mirtilli.

Valle d’Aosta: in Val d’Ayas tra le piste di Crest – La sera del Veglione la telecabina di Champoluc fa le ore piccole per accompagnare gli ospiti all’Hotel Crè Fornè. Chi si avventura fin quassù, tra le piste di Crest in Valle d’Aosta, non rimarrà  deluso. Questo rifugio di charme, in tipico stile valligiano, prepara un pantagruelico menu di Capodanno. Si inizia con lonzetta di maiale con purè di mele, tortino con mostarda al rafano, zampone con lenticchie e salmone alla Gravdalax. Tra i primi, cannelloni alla valdostana, pappardelle di mais con melograno e guazzetto di ceci con scampi. Il cosciotto di cervo al forno con patate e la torta di nocciole con zabaione chiudono il cenone. Ogni piatto è servito in abbinamento ai migliori vini della zona, dal Muscat di Chambave al Cave Vin Blanc Brut, protagonista anche del brindisi di mezzanotte. Per scendere a valle, fino alle 3 è disponibile la telecabina, ma per digerire si può scendere con gli sci accompagnati dalle guide. Alla luce delle torce.

Trentino: cucina ladina a Col Rodella – Perfetto per chi cerca un rifugio di charme direttamente sulle piste e per chi a Capodanno vuole provare piatti ladini e tirolesi. Il Rifugio Salei di Col Rodella, in Trentino, si trova ai piedi del gruppo del Sassolungo, crocevia del celebre Sella Ronda, più conosciuto dagli sciatori con il nome di giro dei quattro passi. È un rifugio rivestito in legno recuperato da antichi fienili, ma è stato completamente ristrutturato nel 2006, aggiungendo alla struttura originaria due bar e otto camere. Il 31 dicembre accoglie gli ospiti, trasportati con il gatto delle nevi, con un ricco cocktail di benvenuto composto da prosecco con Sambuco, stuzzichini a base di speck e formaggi e un menu di 6 portate. Dopo l’antipasto (grostini ladini con crauti fatti in casa), si passa alla zuppa di fieno, agli spatzli alle nocciole con ragu di cervo, al guanciale di manzo cotto a bassa temperatura con polenta di storo e mirepoix di verdure. Particolare anche il dolce: semifreddo al pistacchio e yogurt naturale con frutti di bosco e dadolata di ananas e cannella in cialda di frolla.

Trentino: sulle Dolomiti di Brenta – In zona la chiamano Malga di Ritòrt, che sta per Ritorto (il nome della località trentina), ed è rinomata per la splendido panorama sul gruppo delle Dolomiti di Brenta e per la cucina: saporitissima. Per il 31 dicembre il menù del cenone è un ulteriore elogio a tradizioni e sapori locali. Si inizia con un antipasto di affettati misti, come la luganega e lo speck tirolese, e si prosegue con spätzli (gli gnocchetti di origine tedesca popolarissimi in Trentino Alto Adige), strangolapreti e orzotto. Il secondo riserva prelibatezze come il vitello con crauti e patate e cappelle di porcino alla griglia, mentre il dolce previsto per festeggiare l’arrivo del nuovo anno è il semifreddo alla cannella, da gustare prima di lanciarsi in pista (da ballo) al ritmo della musica dal vivo.

Trentino: con vista sul Catinaccio – Sul Ciampedie, nel cuore della trentina Val di Fassa, la Baita Checco è un piccolo bijoux di legno, con stube ladina e terrazza panoramica sul Catinaccio, che punta tutto sulla cucina. Il menu di Capodanno è infinito: tartare di patate e finferli, gnocchi di patate al ragù di capriolo e scaglie di grana, medaglioni di vitello in crosta con strà ¼ del di verze, solo per citare alcune portate. Ma la specialità della casa sono i dolci: oltre all’immancabile panettone, ecco una zuppetta di frutti di bosco con praline di pasta frolla al ginepro. Dopo il brindisi la tradizione prevede un giro in motoslitta per uno starwatching a 2000 metri. La notte di San Silvestro la funivia che sale alla baita rimane aperta fino alle 2. Il costo della serata è di 125 € a persona, bevande e giro in motoslitta compreso.

Trentino: calici di cristallo sulle piste da sci – È affollatissima tutto l’inverno la baita ristorante El Zirmo, a Bellamonte di Predazzo, in Trentino. Il perché non stupisce: è sulle piste da sci, si raggiunge comodamente in auto, guarda le vette del Lagorai e, soprattutto, ha una cucina invidiabile. Piatti tipici e ingredienti freschissimi in un’atmosfera casalinga. A El Zirmo i tavoli sono sempre apparecchiati con cura, le tovaglie in cotone bianco e i calici di cristallo. La specialità? Polenta e luganega. Ma lo chef ama stupire nelle grandi occasioni e per il cenone di San Silvestro non ha ancora deciso se servire una tagliata ai funghi porcini oppure costolette d’agnello. Sorpresa.

Trentino: ristorante con punto vendita – Nel piccolo e discreto angolo di montagna sopra il Campo Carlo Magno, non lontano da Madonna di Campiglio, l’ultimo dell’anno si gustano le specialità trentine e anche qualche piatto di pesce. Il menu della Cascina Zeledria è ancora top secret. Di sicuro, però, non mancheranno polenta, spiedini di caciotta e speck della Val Rendena e mazzancolle. Non perdetevi il bellissimo punto vendita della cascina, dove è possibile degustare e acquistare il meglio dei prodotti locali, come i formaggi stagionati e lo speck. I prodotti vengono lavorati in parte in malga durante l’alpeggio delle mucche e in parte provengono dai caseifici della Val Rendena, della Val di Sole e della Val di Non. La cascina si raggiunge direttamente con gli sci dalle piste di Carlo Magno e da quelle di Madonna di Campiglio, oppure con il gatto delle nevi.

Alto Adige: arredi chic alpini – Il cuoco non ha voluto svelare il menu di Capodanno, al momento si sa solo che le portate sono sette, dall’aperitivo allo spumante per il brindisi, e i piatti sono quelli della tradizione altoatesina. Ma al Rifugio Col Pradat, la baita in quota dell’hotel Kolfuschgerhof di Colfosco, gli ospiti prenotano da un anno all’altro per il cenone e c’è da credere che ne valga la pena. L’atmosfera del rifugio è mondana, gli arredi chic-alpini e le camere rigorosamente in legno. Dai suoi 2030 metri gode di una posizione privilegiata sul Monte Sassongher. Per raggiungere il Col Pradat di giorno c’è l’ovovia, di sera il gatto delle nevi che parte dal centro di Colfosco. Un’esperienza da provare, che da sola giustifica la salita.

Austria: atmosfere asburgiche – Il mix tra passato e futuro caratterizza il Tirolo anche in alta quota. Nello Stubai, non lontano dalla stazione Mutterberg, dove si scia a 3000 metri sul ghiacciaio, la baita Herzebner Almwirt profuma di resina di abete e di cirmolo. L’atmosfera è rustica, ma sofisticata nel servizio e nella cortesia. I camerieri parlano inglese, qualcuno dei gestori però conosce anche l’italiano. Il menu è taylor made, e si scelgono le marche di vino e champagne. In genere si inizia con un antipasto di speck e tomini della valle, una zuppa densa di orzo (Gerstlsuppe), si passa al Ripperl (maiale con crauti e canederlo) o a un’ottima cotoletta impanata (Wienerschnitzel), per poi finire con la Kiachl con Preiselbeeren (piccola torta di pasta lievitata) oppure un Kaiserschmarrn (omelette dolce spezzettata con mirtilli rossi). Per Capodanno il fascino della boiserie delle pareti è enfatizzato dal gusto degli arredi della tavola, semplici ma molto gradevoli e dove domina il rosso (i piatti sono in coccio colorato, così come le brocche). La Herzebner Almwirt è a metà della pista per lo slittino del Monte Elfer, che attraversa la romantica valle dello Pinnistal. A quota 1838 metri, si raggiunge con la seggiovia da Neustift. Rientro open air, sperando nel chiaro di luna.

Veneto: brindare alla russa – Al Rifugio Averau, a 2416 metri sopra Cortina d’Ampezzo, per la notte di San Silvestro è tutto esaurito. Ma ci si può rifare, prenotando per tempo, il 13 gennaio. “Per i tanti turisti russi che vengono a sciare qui, abbiamo deciso di festeggiare anche il Capodanno ortodosso, con una serata molto simile a quella del 31″, racconta il proprietario e mago dei fornelli della baita, Sandrone Siorpaes. In realtà, la festa del 13 potrebbe rivelarsi anche più divertente (oltre che più economica, 100 euro a persona tutto compreso). Si farà  la conoscenza di piatti della cucina dell’est, come crostini con caviale, salmone e pasta di pesce, zuppa di rapa rossa, porchetta ripiena. Ma non mancheranno i tradizionali sapori di montagna, rivisitati in ricette raffinate, che hanno fatto la fama del rifugio: dalle crespelle all’ortica con fagiano ai filetti di cervo ai cialsons, ravioli di patate ripieni di fichi e ricotta, conditi con grana, cannella e burro fuso. A mezzanotte brindisi con spumante e panettone, poi tutti in pista a cimentarsi con i balli tradizionali russi. La serata inizia alle 20: si sale in motoslitta dal rifugio Scoiattoli, dove si arriva in seggiovia. Mentre al ritorno si può scegliere tra la motoslitta o la discesa sugli sci con le fiaccole.

Fonte: http://viaggi.corriere.it/consigli_di_viaggio/itinerari_gastronomici/2009/capodanno_baite/capodanno_baite.shtml 15 Dicembre 2009

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