COME CAMBIA IL CONSUMO NEL SETTORE ALIMENTARE

Il consumatore medio di oggi è diverso da quello del passato, così come lo sono gli stili di vita. E’ sempre più attento ed esigente, ed ha sempre meno tempo per la preparazione dei pasti e per il loro consumo. Questi cambiamenti sono stati sostenuti fortunatamente da un rapido progresso nell’ambito della tecnologia alimentare e delle tecniche di lavorazione ed imballaggio, che garantiscono una maggiore sicurezza nella catena alimentare ed una maggiore praticità dei cibi. I consumatori sono sempre più interessati alla sicurezza degli alimenti, alla loro provenienza e al metodo di coltivazione e lavorazione dei prodotti che consumano. Sono sempre più le persone che fanno attenzione a cosa viene riportato in etichetta e che si preoccupano dei rischi per la salute. Crescente è quindi l’interesse verso le colture biologiche e a km 0. Con agricoltura biologica si intende quel metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l’utilizzo di sostanze naturali e non di sostanze chimiche e quindi nocive. Lo scopo di questo tipo di lavorazione è quello di evitare uno sfruttamento eccessivo delle risorse naturali quali suolo, aria e acqua e di inserirle invece in un modello di sviluppo duraturo.

agricoltura-biologica

La fiducia del consumatore nei confronti del produttore è quindi fondamentale e a quest’ultimo sono richieste informazioni precise e responsabilità etica sociale, e cioè la manifestazione di volontà delle grandi, piccole e medie imprese di gestire efficacemente le problematiche di impatto sociale ed etico all’interno e nelle zone limitrofe alle loro attività. In passato infatti le aziende, hanno trascurato i danni che le loro attività potevano causare all’ambiente ecologico, perché interessate unicamente alla produzione di ingenti quantità di beni per soddisfare la crescente domanda.

green-ecology-eco-economia green

 

Oggi invece lo scenario è cambiato. I consumatori, come le aziende, sono sempre più attenti all’ambiente e all’acquisto di prodotti  eco e green. Si parla infatti di green economy, bioeconomia o economia ecologica, per descrivere sia un’economia più attenta all’ambiente e basata sullo sviluppo sostenibile, sia tutte quelle attività legate al miglioramento dei processi industriali, al risparmio energetico, al minore impatto ambientale e alle misure anti-inquinamento.

 

La salute occupa il primo posto nelle esigenze del consumatore, che è alla ricerca del benessere sia fisico che mentale, scegliendo con maggior scrupolo cibi e bevande. Si prediligono prodotti sani, biologici, freschi e naturali,ricchi di vitamine e sali minerali e con pochi zuccheri e pochi grassi. E’ importante avere un bell’aspetto, sano, stimolato anche da una regolare attività fisica settimanale. Sempre maggiore è la tendenza ad evitare la carne e a seguire quindi diete vegetariane o addirittura vegane.

 

online-shoppingCertamente gli impegni lavorativi occupano la maggior parte del nostro tempo, ma è diventato fondamentale riuscire a ritagliarsi del tempo da dedicare a se stessi, per dormire, per fare dell’attività fisica o semplicemente per passare del tempo in famiglia. Per risparmiare tempo prezioso si usa sempre di più fare shopping online stando comodamente seduti sul divano. Ormai anche i supermercati si sono adattati ai cambiamenti delle modalità di consumo e fanno arrivare la spesa direttamente a casa. Si può avere la massima disponibilità dei prodotti ovunque.. meglio di così!

I consumatori sono quindi sempre più connessi alla ricerca di opinioni su  cosa e quali prodotti e servizi acquistare. E’ importante quindi che i brand interagiscano direttamente con il consumatore finale analizzando e individuando tutte le sue esigenze e stabilendo con esso un dialogo duraturo nel tempo, che porti alla sua fidelizzazione. Per questo motivo sono fondamentali tutti e tre gli aspetti del mercato: B2C, C2C e C2B.

Nel rapporto Business to Consumer il 63% dei consumatori vogliono essere trattati dal brand come un amico.

Nel rapporto Consumer to Consumer il 31% dei consumatori sono interessati all’opinione degli altri sui prodotti o servizi che intendono acquistare.

Nel rapporto Consumer to Business il 40% dei consumatori ricerca vari brand e li mette a confronto prima di effettuare un acquisto, in modo da scegliere il migliore.

Importanti sono anche i social network. Le pagine su Facebook, ad esempio, servono per comunicare in tempo reale con i propri interlocutori. Da un sondaggio risulta che il 49% dei consumatori diventano fan su Facebook per supportare il brand, mentre il 42% per ottenere buoni sconto.

Ciò che è maggiormente rilevante per il consumatore non è tanto l’acquisto di un prodotto ma più che altro l’esperienza che l’acquisto di questo gli fa vivere. All’interno dei punti vendita si ricercano esperienze e divertimento e la personalizzazione dei prodotti la fa da padrone. Il consumatore si aspetta che i brand siano ispiratori, che accendano la sua creatività, per ritrovare in quel prodotto sempre l’esperienza originaria.

 

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