Bondone, alberghi a rischio esproprio

è l’esproprio l’ultima spiaggia dell’amministrazione comunale per riqualificare gli alberghi

del Bondone e rilanciarne la vocazione turistica. L’ipotesi verrà  inserita nella variante

al piano regolatore che prevederà  una norma studiata appositamente.

L’assessore Grasselli, responsabile del Patto territoriale per il rilancio della montagna di Trento, lo considera più che altro uno spauracchio, un’arma di pressione per spingere i proprietari ad attivarsi. è

insomma convinto che non ci si dovrà  arrivare, anche perchè espropriare un albergo ai prezzi di mercato sarebbe per il bilancio del Comune una bella batosta. Comunque la norma è lì, nero su bianco, illustrata ieri alla commissione urbanistica. L’amministrazione ha preso l’iniziativa dopo aver constatato che alla scadenza dei termini del bando di gara per accedere ai benefici del Patto, a fine agosto, molti proprietari di alberghi non hanno presentato alcun progetto di ristrutturazione od ampliamento.

Una situazione che rischia seriamente di compromettere tutto.

 

L’accordo con la Trento Funivie prevede infatti che nel caso non si dovessero raggiungere almeno 2.000 posti letto vendibili, cifra considerata indispensabile per sostenere economicamente la stazione invernale, verrà  attivata un’area di riserva dove realizzare nuovi alberghi. “è chiaro che un’ipotesi di questo tipo – commenta Grasselli – sarebbe deleteria dal punto di vista ambientale perchè si dovrebbero far convivere strutture nuove e moderne con vecchi edifici cadenti nel cercare la via del recupero e della ristrutturazione.

Oggi i posti vendibili sono 741. Altri 872 verranno creati col Patto se tutti i progetti verranno realizzati. Ne mancherebbero meno di 400. Il problema è che molti degli attuali proprietari di fare gli albergatori non hanno alcuna intenzione. Alcuni vorrebbero vendere, ma finora o non hanno trovato acquirenti o non hanno trovato l’accordo. Altri vorrebbero avere il via libera per trasformare le cubature in edilizia residenziale, realizzando seconde case, cosa che l’amministrazione vede come il fumo negli occhi e che non porterebbe giovamento all’economia del Bondone.

Ecco allora che il Comune mette a punto il suo piano per fare pressione e lo fa usando, per la prima volta in campo alberghiero, uno strumento legislativo tipico dell’industria e coniugandolo con la variante al piano regolatore. La nuova norma di Prg, illustrata ieri, prevede la costituzione di nuove aree sotto la sigla D8b e le classifica “comparti edilizi alberghieri destinati alla riqualificazione e allo

sviluppo del settore ricettivo del Patto territoriale del Monte Bondone”. Sulle mappe sono sette le aree a cui verrà  assegnata la nuova classificazione e coincidono con le strutture attualmente chiuse. Sono l’Hotel Colorado, l’Albergo Norge, lo Sport Hotel, il Genzianella, Capanna Palon, Baita Montesel, Albergo Vaneze. Alla scadenza del Patto, alla fine del 2005, l’amministrazione potrà  procedere

alla promozione o alla formazione su tali aree di piani di comparto.

Se comunque il proprietario non riterrà  di aderire si ricorrerà  all’esproprio, che dovrà  essere effettuato ai valori di mercato per quanto riguarda l’immobile e calcolando la media tra mercato e area agricola

per i terreni, con un surplus del 20% in caso di accettazione bonaria, senza ricorsi. Sarà  poi eventualmente l’amministrazione a piazzare gli alberghi al miglior offerente.

 

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