Banda larga: l’Italia arranca

Bocciati. Il rapporto della Commissione Europea sulla società dell’informazione per il 2007, e cioè il termometro più affidabile per misurare i livelli di adozione delle tecnologie (personal computer, servizi di telecomunicazione e Internet), mette l’Italia dietro la lavagna per quanto riguarda la diffusione della banda larga nelle case.
E ciò che balza subito all’occhio è il fatto che il ritardo del nostro paese rispetto al resto dell’Europa comunitaria allargata a 27 Paesi è addirittura aumentato nel corso del 2006. La riflessione è quindi d’obbligo: dove sono finite le promesse sbandierate in questi anni dal governo (e dall’ex ministro delle Comunicazioni Gasparri in particolare) circa le iniziative volte ad abbattere il “digital divide” italiano? Perché la crescita degli accessi veloci alla rete non decolla e le aree più scoperte dai servizi a banda larga – quelle rurali e montane, dove la fibra non arriva, pari a sei milioni di persone, secondo Altroconsumo – trovano solo di rado soluzioni adeguate nella tecnologia wireless?

Nel broadband dietro alla Lituania, nei cellulari davanti a tutti
Il rapporto compilato in sede di Commissione europea è oggettivamente il più completo fra quelli disponibili in materia di tecnologie dell’informazione, in quanto elaborato sulla base delle risposte di un campione di oltre 25 mila famiglie europee. I numeri relativi al 2006, per quanto riguarda la disponibilità di un accesso a banda larga negli ambienti domestici, è il seguente: l’Italia vanta una penetrazione del 14%, l’esatta metà della media europea, e denota un gap imbarazzante verso i più bravi della classe, che sono Paesi Bassi (con il 65% di utenze attive), Danimarca (60%), Finlandia (49%), Belgio (47%) e Svezia (43%) e Paesi di seconda fascia come Estonia (41%) e Malta (40%). Raffrontando la diffusione degli accessi veloci nel Bel Paese con quelli rilevati nelle altre nazioni più importanti della Ue, il resoconto è altrettanto impietoso: il Regno Unito è al 41%, la Francia al 40% e la Spagna e la Germania appaiate al 25%. E meglio di noi fanno anche Austria, Portogallo, Slovenia, Polonia, Repubblica Ceca, Lituania e Ungheria.
Il solco che ci divide dai Paesi guida cresce, perché l’Italia corre a rilento: la diffusione del broadband in Francia e Germania è cresciuta dal 2005 del 6% e del 9% in Spagna e Regno Unito, contro il 2% nostrano, mentre l’intera Unione ha fatto un salto in avanti di cinque punti percentuali. Il fatto che i disservizi nell’erogazione della banda larga (velocità della linea e assistenza clienti su tutte) non siano una prerogativa italiana non può essere un motivo di consolazione.
Tutt’altra faccia mostriamo sul fronte dei servizi di telefonia. Il numero di famiglie che abbandona la rete fissa, per dedicarsi solo a quella mobile, è in costante aumento, arrivando nel 2006 al 22% (contro il 18% del 2005), e in questo ambito l’Italia segna l’indice di incremento migliore (13% al pari dell’Ungheria), portando al 38% la quota di nuclei familiari che utilizzano solo il cellulare per telefonare, rinunciando all’apparecchio tradizionale. Le brutte notizie tornano a galla, invece, per ciò che concerne la dotazione del computer fra le mura di casa: il risultato italiano è del 50%, quattro punti sotto la media europea, che ci posiziona nella terza fascia per livello di diffusione (Germania, Uk e Francia sono nella seconda).
La situazione in Europa: una famiglia su sei telefona via Internet
Scorrendo velocemente il rapporto, emergono consuetudini ormai più o meno radicate, come il fatto di avere almeno una linea telefonica attiva (vale per il 95% delle famiglie dell’Unione), e tendenze che evolvono molto rapidamente, determinate dalle diverse modalità con le quali gli utenti usufruiscono dei diversi servizi. Cresce, come già detto, la propensione all’utilizzo della sola linea mobile (mentre è stabile, all’81%, la diffusione complessiva delle utenze ai telefonini) e a fatica a prendere piede anche l’abitudine a telefonare via Internet dal proprio pc, abitudine che riguarda il 17% delle famiglie dotate di connessione in Rete. Solo il 12% della popolazione Ue, invece, fa ancora uso degli apparecchi pubblici. Sul fronte Internet, invece, c’è da segnalare come addirittura il 34% degli utenti attivi disponga in casa di un apparato di connessione Wi-fi e come la banda larga sia, in generale, doppiamente diffusa rispetto ai collegamenti “narrowband” via doppino (28% contro il 12%, mentre in Italia il rapporto è 14% contro 17%) e come l’Adsl sia la tecnologia a banda larga preferita (copre il 53% degli accessi a banda larga continentali).
Un ultimo dato degno di nota, infine, conferma la buona “educazione” degli utenti dell’Unione quanto a utilizzo di software antivirus e antispamming a bordo dei propri computer, pari all’81% e al 60% rispettivamente.

Fonte: Il Sole 24 Ore, 14 Maggio 2007

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