No agli automatismi sui social – L’importanza di originalità e timing per il successo dei tuoi Tweet

Contenuti automatici? No, grazie. Perchè? La risposta è semplice: i social media presuppongono una conversazione a due vie e non una semplice trasmissione di messaggi come quella televisiva o radiofonica.

Le ricerche effettuate sugli utenti di Twitter dimostrano come sempre più persone considerino inutili e fastidiosi i contenuti preimpostati. Molti affermano addirittura di cancellare dai propri following gli account che al momento della iscrizione inviano un messaggio automatico di ringraziamento. Tale atteggiamento sta, fortunatamente, cadendo in disuso; si è infatti rilevato che nella grande maggioranza dei casi non porta alcun apprezzamento da parte dell’utente.
L’irritazione generata dal ringraziamento automatico rappresenta un chiaro esempio di quanto sostenuto dal presente articolo: i contenuti che pubblichi sui social possono ritorcersi contro il tuo brand, rovinando la tua immagine. Per questa ragione, è molto importante mantenere certi standard nella pubblicazione di post e media sulle tue piattaforme.

L’interazione con il cliente rappresenta il punto focale di ogni social media strategy; se i contenuti sono automatici la creazione di un profilo su Facebook, Twitter, Pinterest, Intagram o You Tube è totalmente inutile. Tali presenze sul web sono infatti nate per conversare e rispondere alle domande, affermazioni dell’audience. Esulando dalla mera trasmissione pubblicitaria, presuppongono quindi la creazione di una vera e propria relazione con i propri contatti. E’ molto frustrante per un utente essere totalmente ignorato da un profilo con il quale ha appena interagito. Certo, a volte, può capitare che non si abbia tempo a sufficienza per rispondere a tutti i commenti causati da un post pubblicato. Quando però tale comportamento rappresenta la norma, il cliente si rende conto che in realtà non c’è nessuno dietro quella presenza web. Questa consapevolezza, infastidendo il lettore, lede profondamente all’immagine del business in questione. Ecco perchè gli esperti sconsigliano la creazione dei social media se non si è in grado di gestirli propriamente.

L’automazione non è tuttavia una pratica da evitare completamente. Certi messaggi sono opportuni solamente in un determinato momento della giornata e devono assolutamente essere pubblicati in quell’attimo. In tal caso programmare attentamente i post su Twitter risulta comprensibile; così, se qualche imprevisto distoglie l’attenzione del social media manager o gli impedisce di accedere all’account, il tweet uscirà comunque con timing. Questa non rappresenta però un’alternativa alla gestione personale ma soltanto un’utile integrazione.

La programmazione elimina infatti il lato live dei social, il being the moment che costituisce il successo principale di questi nuovi mezzi di comunicazione. Il famoso tweet della marca di biscotti Oreo durante il Superbowl del 2013 rappresenta l’esempio perfetto di quanto affermato sopra. I 15.861 retweets e i 6.506 nuovi preferiti sono frutto di un post nel posto giusto, al momento giusto. L’affermazione you can still dunk in the dark (si può comunque inzuppare se è scuro), pubblicata durante lo storico black-out elettrico del Superbowl, costituisce un geniale gioco di parole che richiama indirettamente al famoso biscotto scuro Oreo, calandolo nello specifico evento eccezionale. Il team marketing di Oreo era lì in quel momento, con il resto della folla, scherzando e reagendo direttamente sul campo alla situazione di tensione. Quest’autenticità real time è qualcosa che non può essere falsato, simulato o ricreato da un post automatico e costituisce la ragione del successo del tweet. In poche parole, programmare i post durante un evento live può portare ad un vero e proprio suicidio d’immagine, soprattutto se durante la manifestazione accade qualcosa di inaspettato o tragico.

I social media sono una forma di comunicazione al dettaglio, l’attenzione è quindi posta sul singolo individuo. I messaggi automatici trattano invece l’audience come un mera quantità da inserire nei report statistici. Ecco perché un ringraziamento preimpostato causa la percezione di esser parte di un numero aggregato e non una persona individuale con cui vale la pena interagire. Un messaggio di questo tipo augura una buona lettura dei post che verranno pubblicati nel profilo senza però ricambiare la cortesia. Niente di più sbagliato, apprezzare un click del cliente sul bottone follow senza mai veramente apprezzarlo in persona significa non stare alle regole del gioco.

Se vuoi capire meglio regole, criticità e modalità per vivere al meglio in questa nuova società  virtuale contatta gli esperti di Ideaturismo, società di consulenza e marketing di Trento. Con la loro lunga esperienza nel campo del social media marketing sapranno consigliarti e supportarti al meglio nella gestione dei tuoi account social.

Fonte: Mich, 2010; contentmarketinginstitute.com

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