Andar per monti o andar per Alpi?

Il viaggio ci sposta, transloca, conducendoci nei migliore dei casi da qui a là . Pochi cambiamenti, semplice noncuranza all’uniformità  del quotidiano: lasciare gesti abitudinari per calzare previste novità , pur sempre nella norma. L’avventura, al contrario, dovrebbe travolgerci, ferirci superando la corazza dell’ordinario tran tran, toccarci sul vivo. Ecco perchè viaggiando s’attende, sperandola, l’avventura: E non stupisce che, pur vendendo viaggi, anche il turismo prometta avventure.

ALPI O MONTAGNE?

Esistono due modelli per pensare quei luoghi non continuativamente pianeggianti, spesso verticali, ben al di sopra del livello del mare, che chiamiamo semplicemente montagne o Alpi.

Alpe dice di luogo elevato, svettante altissimo e bianco in concatenazioni infiniteâ. Rispetto ad Alpe, montagna indica sempre elevazione sporgenza dal suolo, mostrando più la massicità  che la bianchezza, la ferma e potente mole, che la celestiale alba e incontaminata purezza, dice Francesco Tomatis. La flebile distinzione tra Alpe e montagna ben si conforma all’illusorio gioco fra viaggio venduto e avventura promessa.

Da un lato la montagna va evocata con le sue valli e le ampie quanto frastagliate vedute, salda madre terra con sempre cangianti variazioni di colori, praticamente tutti i toni del verde nelle vegetazioni e dei grigi fra le rocce, sentieri che si perdono nei boschi, alberi che indicano le più segrete vie; orchestrazioni complesse di suoni: un torrente incontra il nostro passo, o sussurranti silenzi interrotti dal ritmico canto d’uccello.

Dall’altro lato, l’Alpe: spirituale coacervo d’immagini, sensazioni, esperienze uniche, al limite del narrabile, sorta di naufragio con spettatore dove il nostro corpo è messo alla prova fin quasi ai suoi limiti. In una parola, la natura con le sue vette, imperi verticali, abissi della mente, è sublime.

SIMMEL, L’EMPATIA O L’ASTRAZIONE

Il sociologo berlinese Georg Simmel pensava al mare quand’era in montagna. Non per insoddisfazione ma per pressante rigore. Infatti nei suoi Saggi sul paesaggio, sembra suggerire che il giocoso mare può esser esperito come la placida montagna, per empatia, nella pienezza stilizzata della passione della vita.

Diversamente le Alpi si conoscono per astrazione essendo anzitutto (trascendentale) verticalità  che si rafforza fra i ripetuti abissi, producendo in chi le pratica un effetto straniate. Questi dunque i due volti che caratterizzano quei luoghi non di bassa pianura. Due volti, dalle molte espressioni, che possono dirci molto sulla storia che lega l’uomo occidentale agli ambienti (quasi) selvaggi.

UN LUOGO SOLO, DUE CARATTERI

Le alpi sono invenzione recente, prima del Settecento non esistevano. Non i sublimi passi, non le fluttuanti verticali rocce rammemoranti the everlasting universe of the things in cui l’uomo indaga la secolare vita della nuda terra, fra immaginazione creativa e corpo scalatore. No, prima, quegli stessi ambienti erano visti solo come spaventevoli luoghi da fuggire perchè inospitali e privi di grazia.

Paradossalmente però, oltre questa scoperta del sublime che dall’illuminismo sedentario di Kant smuove tutto il romanticismo facendo scorgere all’homo aestheticus l’Alpe entro la montagna, vi è comunque sempre stato anche il volto placido bonario del paesaggio montano.

L’aspra ma pregiata selvatichezza che caratterizza la natura della montagna è stata vissuta e vista come addolcibile e addomesticabile, non solo da chi la vive(va) ma anche da chi, abitando a valle, utopisticamente ammira(va) tale apparente e possibile paradiso in terra. In altre parole, era possibile scorgere l’immagine, ben prima che si formasse il saccente gusto per il sublime, della confortevole montagna entro l’avversa Alpe.

Quale volto dovremmo dunque aspettarci mettendoci in viaggio, abbandonando le nostre monotone pianure, per visitare la natura nei nostri prossimi monti? Mettendoci in viaggio verso tali spazi ci sarà  dato, forse sì forse no, di trovarci a vivere un’avventura, scoprendo uno dei due volti, o magari entrambi, delle montane regioni.
 
FONTE: Fabio Fraccaroli , Auraweb, 19 Febbraio 2007
 

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