Abolita la Rate Parity per gli hotel

Prima di tutto che cos’è la Rate Parity per gli hotel? La rate parity, applicata al mondo degli hotel, non è altro che la garanzia che il prezzo delle camere di un albergo sia sempre lo stesso; l’hotel non applicherà  tariffe diverse a seconda del portale da dove l’acquisto viene effettuato. Su questa condizione ci sono da sempre pareri contrastanti: c’è chi la vede come un vantaggio e chi come uno svantaggio. Ieri il Parlamento ha approvato la norma che elimina la Parity rate…ed ora cosa succede?

Dopo l’abolizione in Francia e le forti pressioni di Federalberghi, ieri è stato votato in Parlamento il disegno di legge per la “nullità  delle clausole contrattuali che vietano alle imprese ricettive di offrire prezzi e condizioni migliori rispetto a quelli praticati da piattaforme di distribuzione online.” L’emendamento al disegno di legge è stato approvato dalla Camera dei Deputati con 434 voti favorevoli e 4 contrari. Va ricordato che per diventare legge deve essere approvata dal Senato.

La nota diffusa da Franceschini sul sito del Mibact spiega chiaramente che l’emendamento vuole eliminare le clausole che vincolano gli albergatori, allo stesso modo della Legge Macron approvata in Francia lo scorso luglio, che ha stabilito che gli hotel “mantengono in ogni caso il diritto di determinare liberamente le condizioni di offerta dei propri servizi nei confronti del consumatore finale.” La legge, chiarisce Franceschini, si applica a tutti gli intermediari, e non solo alle piattaforme di prenotazione online.

Ieri sera, dopo che la notizia è stata diffusa dai canali ufficiali, Twitter si è riempito di messaggi di esultanza. Ma cosa succederà  e adesso?

Se la legge passerà  anche in Italia dopo che è già  diventata una realtà  in Francia e Germania – cosa che probabilmente spingerà  gli hotel di altri Paesi europei ad esigere un uguale trattamento nei confronti dei portali – come agiranno i gradi portali?

Se da una parte è vero che il prodotto che vendono le OTA appartiene agli hotel e che questi hanno il diritto di deciderne in tutto e per tutto, è anche vero che molti hotel, senza la visibilità  garantita da Booking.com e Expedia, avrebbero già  chiuso chissà  da quanto tempo.

Molti hotel di successo hanno a più riprese dichiarato che considerano le OTA non un nemico, ma un partner, e che le commissioni pagate sono un investimento marketing necessario. Gli scenari che si profilano potrebbero essere tanti, ma tutti prevedono una transizione per gli hotel che non sarà nè facile nè indolore.

Voi cosa ne pensate?

[Fonte www.bookingblog.com e bookingfresh.com]