A Ponte di Legno comode stanze ma senza frigobar

E’ il simbolo di un paese; è l’emblema turistico delle vacanze che vi si passano da generazioni; dà  il benvenuto all’inizio del paese, nel verde, al camminatore, allo sciatore, all’appassionato di montagna che l’ha scelto come luogo per la sua settimana di vacanza.
Volete una prova di quanto il Mirella rappresenti Ponte di Legno, meta delle vacanze di personaggi ben distanti tra di loro, da Umberto Bossi all’ex giornalista Rai Mino D’Amato, il politico che venera l’acqua del Po e l’ex conduttore che dedica tutta la sua vita ai bambini di strada dell’Est ? Lo prova il sito, la cui sigla appare nei pieghevoli illustrati. Il sito del Mirella è tutt’uno con quello del paese: www.pontedilegno.it, almeno all’inizio della ricerca, perchè poi vi rimanderà , più opportunamente, al www.hotelmirella.it.
 
Di qua o di là , comunque, purtroppo, non avrete granchè: non solo non sarà  possibile prenotare on-line, ma nemmeno sapere i prezzi, tutte cose per le quali dovrete ricorrere come una volta al caro vecchio apparecchio telefonico.
La strada che da Brescia, Iseo, Boario Terme vi porta al Tonale, la Nazionale che attraversa la Val Camonica, dovrete lasciarla sulla vostra destra deviando per il centro del paese appena vedrete, sulla vostra sinistra, il chiaro cartello indicatorio. Il Mirella è subito lì, sulla vostra destra, prima del distributore di benzina che gli sta di sopra. Pratico l’arrivo: si scende nel vialetto privato e potrete parcheggiare lì, di fronte alla terrazza all’aperto, oppure portare l’auto nel garage. La casa, poi, vi mette a disposizione, piscina coperta, sauna, un angolo salute e riposo (se ci venite accertatevi che sia tutto in funzione).

Il Mirella è un grosso, funzionale albergo Anni Settanta, la cui epoca ricorda anche oggi l’arredo, datato ma non spiacevole. Ampi settori comuni, grandi finestroni affacciati sullo scorrere impetuoso dell’Oglio (da cui vi proteggeranno, in camera, opportuni doppi vetri), panorama sul verde dei boschi dirimpetto e sul rosso del tennis. Ci sono un po’ di pecche: nelle comode stanze c’è il phon e la cassafortina ma manca il frigobar (sic!); la doccia scarica troppo lentamente, in tre giorni non ho visto l’ombra di un facchino (e non tutti si offrono, sorridenti, di dare una mano al cliente “normale”). Il tutto si accompagna, anche, ad un ristorante confortevole, dal menu accettabile, con qualche buona bottiglia, dove avrete il servizio corretto e travolgente, addirittura da pacca sulle spalle, del patron, albergatore e maà®tre d’hà´tel, oltre a quello di un paio di aiuti, un ragazzo ed una ragazza, bravi, accorti, misurati. Insomma, una corretta piacevole sosta a tavola, compresa la mattinaâ. Ultima prova il 16-9-2005.

FONTE: la stampa web, 3 Ottobre 2005

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